stranipensieri

11/07/2005

Assonanze Visive.

Fermo al semaforo la vedo solo di spalle, mentre va verso la fermata del bus. Capelli lunghi, lisci, proprio come Lei. Del colore delle nocciole. Proprio come i suoi di capelli.
La gonna bianca poco sopra il ginocchio, proprio come le sue gonne. Le stesse gambe, gli stessi polpacci adorabili.
La maglietta nera, a maniche corte, come le sue. Aderente. Che lascia intravedere le forme, la sua femminilità non esuberante, ma nemmeno nascosta.
Scarpe simili inoltre, tacco basso, aperte. Stessa forma, stesso colore.

Mi prende quasi un colpo, non mi aspettavo questo ritorno improvviso del passato. Non mi aspettavo Lei. Non me l'aspettavo qui. Un tuffo al cuore, il battito rallentato, inesistente per un decimo di secondo, che a me sembra paradossalmente non finire mai, come eterno. Infinito.
Un secondo che ti invischia per sempre, "finché morte non vi separi".

La pancia, grossa, il pancione che riplasma il passo altrimenti leggero e sicuro.
Il pancione. Lei porta con sé, per sempre, l'amore di un altro. Per sempre. Di un altro.
E' la fine per me. L'amore di un altro. Per sempre.

Il verde mi costringe ad andare. Vado. Sterzo nervosamente mentre accelero.
Occhi fissi sullo specchietto retrovisore, per vederla per bene, per vederla negli occhi.
Vorrei fermarmi, scendere indietro, parlarle.
Darle uno strappo, portarla con me, andare lontani da tutti. Ma non posso.

Mi accorgo invece che non è Lei che presto sarà mamma, ma un'altra che le assomiglia soltanto.

Per un attimo il mio cuore torna a battere regolare. Esco dalla mia folle apnea di pensieri e ricordi, ubriacato di timori, narcotizzato dal panico per la paura di dover comunque smettere di sperare.
Stordito, come se avessi preso un pugno in faccia, violento e improvviso.
Un pugno che non hai potuto parare, un pugno che non aspettavi.

Dunque non è Lei che presto sarà mamma, ma un'altra che le assomiglia soltanto.
Ma tutto questo potrebbe essere non abbastanza.
Un'ansia asfissiante mi prende. Una leggera inquietudine mi assedia, sottile, quasi impercettibile, ma presente e concreta come un ronzio lontano, udibile appena.

Adesso lei potrebbe davvero aspettare un bambino. Lei potrebbe davvero portare nel ventre, adesso, in un luogo distante da qui, da questo semaforo, da questa fermata di bus, l'amore di un altro.
Per sempre.

(e io non voglio smettere di sperare ancora).