31/07/2003
Oracle.
Domani sono in Oracle. Oracle, Oracolo. Ne approfitterò per farmi predire il futuro. Speriamo solo che il responso non venga masterizzato su CD sparsi al vento...
Film.
Beccato per caso e visto iniziato, e per giunta a pezzi. Su La7. Credo si intitolasse "Il fantasma". La storia, ambientata in Germania, tratta della scomparsa di un ragazzo durante gli anni caldi della contestazione giovanile, intorno al '68, il quale si fa risucchiare dalla spirale della violenza e finisce per entare a far parte di un gruppo terrorista. Spinto da uomini dello stato, che contro lo stato in realtà tramano, organizza l'omicidio di un politico che voleva agire concretamente per ridurre il debito che i paesi del terzo mondo avevano (ed hanno ancora purtroppo) verso gli stati occidentali. L'assassinio del politico viene poi sfruttato da quegli stessi uomini dello stato per poi promuovere "leggi atte a favorire il contrasto e la lotta alla dilagante criminalità".
Nel film c'è anche il dolore composto del padre e della madre di quel ragazzo scomparso, i loro volti, assolutamente non rassegnati alla perdita del figlio, ma comunque vessati dalla sua lunghissima assenza (la storia narrata si svolge in un tempo più o meno contemporaneo al nostro, quindi a diversi anni di distanza dalla scomparsa del giovane).
Il volto di quel papà, i suoi occhi, avevano un che di rassomigliante con gli occhi di Giuliano Giuliani, il papà del ragazzo ucciso a Genova. Lo stesso sguardo, m'è sembrato. Ed anche la storia narrata dal film, con i suoi contorni oscuri, sfumati, aveva un che di rassomigliante con tante, troppe storie di violenza del nostro passato.
30/07/2003
Precisazione.
Riguardo al mio post precedente: secondo me è probabile che tale JohnnySch non sia altro che un geniale burlone. Comunque la sua recensione la trovate qui.
Fotografia digitale.
Voglio acquistare una macchina fotografica digitale, così per sperimentare un pò senza dovermi necessariamente svenare nello sviluppo dei rullini. Su digital preview, leggo i commenti degli utenti ad alcuni apparecchi, per vedere cosa ne pensano.
Della Nikon Coolpix 4300, JohnnySch riferisce di aver riscontrato il seguente problema:
"a porn star ejaculated onto the lens and took a long time to clean off ".
29/07/2003
La piscina (ovvero Coitus Interruptus...).
Mi avevano detto che la piscina sarebbe stata aperta tutto il mese di luglio, fino al 31, fino all'ultimo giorno. Poi Agosto ferie anche per loro. Si riinizia col primo di Settembre. I miei piani futuri, sulla breve scadenza (sulla lunga non ne ho), erano presto fatti, dunque. Ieri sera piscina, stasera aperitivo all'officina, e poi domani sera e la sera successiva anche, sempre piscina. A seguire, una settimana di resistenza passiva al lavoro, e poi vacanze a casa.... mare, quello vero.
Invece niente piscina. Ufficio. Borsone. Macchina. Parcheggio secondario del Filaforum. Cancello chiuso. Cazzo, cancello chiuso. Chiedo all'inserviente del Festival Latino Americano, lui non c'entra niente, ma qualcosa forse la sa. "Sì, piscina chiusa. Venerdì ultimo giorno. Piscina? Piscina riapre Settembre. Vai altro parcheggio, chiedi loro migliore informazione". Vado altro parcheggio, chiedo migliore informazione, ma nulla da fare. La piscina ha chiuso un pò prima, di quanto mi era stato detto, e riaprirà con lo stesso anticipo. Niente piscina dunque, niente ultimi allenamenti prima del mare vero. Niente da fare
Durante il ritorno a casa, negli occhi e sulla bocca un sapore dal forte retrogusto amaro, come di sinfonia incompleta, come di romanzo mai terminato, come di film tagliato a metà, come di coitus interruptus...
28/07/2003
Meteo.
Il vento mi inquieta, sempre. Sempre. Gli alberi che piegano le loro fronde alle sue carezze, il furioso rincorrersi delle foglie che girano in insensati mulinelli. Le cartacce che animate da inaspettata vita, si librano leggere nell'aria. E magari il cielo di un grigio plumbeo, che più plumbeo di così solo il nero, forse. Ed io mi inquieto. Anche se, in quel momento, sono di una calma serafica, da angeli estasiati dalla visione di Dio nel paradiso. Io debbo inquietarmi. E' più forte di me. E' nella mia natura, forse.
Un poco di vento, ed io mi inquieto.
Ieri sera, tornando da Milano, lungo la strada, quasi a Pavia un vento come l'ho descritto sopra. E il cielo, anche il cielo come l'ho descritto sopra. Io invece non mi inquieto. Per nulla. Stavolta no.
Anzi, quasi faccio il tifo per quel vento, per il cielo del colore del piombo.
Se fosse un uragano, di quelli che gli americani ci fanno i loro stupidissimi film, di quelli che devastano la pianura degli states, tutta grano e sole, io punterei la mia macchina dritta verso l'occhio del ciclone. Così, senza apparente ragione, fino a farmi inghiottire dal mulinello di aria e sterpi.
Ieri sera quel vento, non un altro, non un vento qualsiasi, ma proprio quel vento, il vento di ierisera, aveva un che di contiguo, un aspetto familiare, un profilo usuale.
Ieri sera quel vento era la propaggine esteriore dei leoni silenti, che scalmanati, mi ruggiscono dentro.
25/07/2003
...al volo (senza pensarci troppo).
in TV già di nuovo le partite di pallone, col solito contorno di compiacenti giornalisti idioti a fare domanda idiote a presidenti di squadre (il dott. Agnelli) che sottolineano l'idiozia di quelle domande (con grandissimo garbo e savoir faire).
Ma il campionato non era finito appena due o tre giorni fa?
Solo parole. Tagliano come lame bruciano come acido sferzano come il vento e pesano. Pesa il baule delle parole dette, pesano i bauli di quelle mai dette. 25 luglio 2003 (dedicato ad Adeletta)
24/07/2003
Nonsense.
vada come vada (...purché non si vada a Vada).
A quattro mani...
Prima iniziò ranafatata parlando così:
Mi ha svegliato il silenzio.Con un tuffo da sirena sei sparito nel ventre umido del mare, e io ho deciso di partire con la barca di carta fatta delle mie parole, le orecchie sigillate a trattenere una canzone, le mani serrate a custodire un'emozione.
e così io le rispondo
Mi ha svegliato il silenzio.Un silenzio assordante
di cicale che non cantano più di parole d'amore sperse in mari lontani di desideri urlanti senza pudore.
23/07/2003
La questione del nome (ovvero Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo - parte 2da).
Che nome gli metto? Ovvero adesso che ho deciso di avere un blog (per le ragioni che ho cercato di indagare giorni fa, e come al solito più domande che risposte, più dubbi che certezze) che nome gli metto?
La questione del nome, appunto. Che nome usare? Sicuramente un nome per così dire parlante, un nome cioé che fornisse, egli stesso, indicazioni sul significato di questo mio diario digitale.
Il nome come sintesi dell'idea dietro. Il nome del blog e l'essenza del blog, significante e significato, l'apparire e l'essere mischiati assieme, confusi, in una "unica unità" dalle componenti oramai rese indistinguibili.
Quale nome allora? La questione del nome, appunto.
Ecco un elenco di nomi che ho sottoposto a giudizio.
Pensiero Dissidente. Molto bello. E' stato il primo ad aver pensato e mi è piaciuto subito. Vedo molto conformismo in giro, troppo, molto opportunismo, tanti (troppi) tentativi di non dispiacere al signor padrone. Un spirito che si discosti dall'uniformità più becera e piatta, che sappia essere dissidente appunto, che sappia andare controcorrente. Questo certamente. Ma non soltanto questo. Sapevo già dall'inizio (lo volevo così) che non ci sarebbe stato solo questo nel mio diario. Che ci sarebbero state anche cose personali, oppure cose che sarebbero venute così senza essere state chiamate dalla traccia da seguire, dal plot ricevuto in dotazione...
E allora pensiero dissidente diventava all'improvviso inadeguato (o parzialmente adeguato).
Gli avverbi. E allora gli avverbi. Che finiscono con la parola mente, che indica l'essenza dell'io, dell'io che si esprime per mezzo della parola scritta; la parola mente ha inoltre il vantaggio di consentire giochini come quello fatto da estatevizitti. E quindi ho sottoposto a giudizio (tra gli altri):
- stranaMente
- improvvisaMente
- maliziosaMente
- indecenteMente
- imprevedibilMente
Tutti belli per carità, ma ciascuno copre un aspetto, uno solo del (mio) voler bloggare, mentre io vorrei che trasparissero un pò tutti gli aspetti.
Con un nome solo non si può. Dovrei prenderli tutti questi nomi, ma nemmeno questo si può. Non va bene.
Belli, ma non adeguati al mio scopo.
quasiBlog. Bellino anche questo. Blog, perché è un blog, quasi perché penso che non avrò sempre voglia o tempo o possibilità di scriverci, di appuntarvi i pensieri. E' un blog? No, lo è quasi.
a.l.f.o. - acronimo di Another Life From Outside. Ma in fondo un blog cos'è? E' un diario, di fatto. E cos'è un diario se non un mezzo per raccontare agli altri, ai propri spettatori (eventualmente uno solo, eventualmente solamente a se stessi) chi si è, chi siamo, che tipo di viaggio abbiamo intrapreso (se ne abbiamo intrapreso uno).
Magari racconto il mio io senza accorgermene, senza volerlo, o magari sono gli altri ad essere più abili di me nel vedere e decifrare segni e simboli che io o non vedo o non so comprendere.
Non so, ma un blog (come un diario) è uno spaccato di una vita (o di una porzione di vita), vista dal di fuori (per chi lo legge), appunto un'altra vita vista dal di fuori. Bello questo, dunque. Si questo sarà il nome del mio blog.
stranipensieri. Scrivo una mail e ci voglio appiccicare a forza (dio solo sa per quale motivo) una signature, una firma. Scartabello tra le mie "frasi fatte" e ci ritrovo questa ("a volte mi vengono degli strani pensieri...bla bla"), che un mio amico disse in tempi non sospetti e per altre ragioni.
Mi è sempre piaciuta quella frase. C'è molto vissuto la dentro. Ci sono molti fatti comuni a me e lui, in quella frase.
Decido che può andare bene come slogan del mio blog, anche se ho una sensazione, vaga e perfida, di prolissità. Ci metto un pò a focalizzare, ma alla fine mi rendo conto che è così. E' bella, ma è un pò lunga. Il colpo di genio all'improvviso, la taglio a metà facendola diventare "a volte mi vengono degli strani pensieri...".
Si è lei, è proprio lei la frase chiave del mio blog, la descrizione che ne illustra l'essenza, lo spirito.
"a volte mi vengono degli strani pensieri..."
pensieri, pensare, "cogito ergo sum", io qui appunto il mio pensare, dunque racconto di me (l'essenza di un blog c'è, dunque).
E chi legge questi pensieri li può trovare strani, perchè non sono i suoi, ma leggendoli avrà la possibilità di dare uno sguardo ad un altro modo di essere, ad un'altra vita, dall'esterno... (nel senso di a.l.f.o.). Sì va bene, così.
E questi pensieri a volte possono esserci, altre volte non ci saranno, a seconda di quello che l'umore, il caso, l'ispirazione o chissà cosa mi suggeriranno al momento...
"a volte mi vengono degli strani pensieri..." è proprio la frase adatta a descrivere il mio diario, a descrivere come io intenda il mio diario sulla rete.
Ho trovato, alla fine. Mi sa proprio che ho trovato. Cercavo il nome ma ho trovato lo slogan, il motto se non altro.
Il nome da dare al blog, cazzo.
"a volte mi vengono degli strani pensieri...".
"a volte mi vengono degli strani pensieri...".
strani pensieri. strani pensieri.
"strani pensieri" suona bene, effettivamente.
essì "stranipensieri" suona proprio bene, dannatamente bene...
Credo che questo sia un lungo viaggio in barca a vela, che è appena iniziato: la meta è più avanti nel mare, al di là dell'orizzonte visibile. Forse non esiste nemmeno. Se voglio raggiungerla comunque, devo in qualche modo lasciare la riva...
22/07/2003
656 kilometri.
656 kilometri in poco più di 24 ore. Milano-Pisa-Milano in poco più di un giorno. Ovvero presente-passato-presente concentrati in una piccola fuga (con ritorno) di poco più di 24 ore.
Salto l'uscita Versilia ed esco a Lucca. Voglio fare la strada alberata che da Pisa porta a Lucca, e dove più di una volta ho cercato di abbandonare lungo il ciglio gli "strani pensieri" di allora. Sbaglio e prendo la strada che passa per S. Angelo. Quanti ricordi che vengono a galla, rischio un ingorgo emotivo dalle conseguenze nefaste.
A destra, quasi sulla strada, la pizzeria calabrese dove io ed un mio amico non fummo fatti entrare, nonostante il locale quasi completamente vuoto, perché vestiti come teppisti. Le risate quando mandammo un altro con giacca e cravatta, e improvvisamente il posto per tutti si trovò. Alcuni kilometri più avanti, stavolta sulla sinistra, la pizzeria la Tavolaccia. Pizza abbastanza buona, se la memoria non si burla di me, ma ci andavamo quasi solamente perché la cameriera australiana era "veramente carina". Eppoi le curve della strada, il ricordo di un ritorno a casa con l'amico che guida con la testa sempre fuori dal finestrino, in pieno febbraio, "così l'aria fresca mi tiene sveglio..."
Entro a Pisa da Porta a Lucca, giro sotto il palazzo dei Lei, è quasi un obbligo, a spiare se dalla sua finestra c'è luce, come un rapace nascosto nell'oscurità, che cerca di individuare la sua preda.
Eppoi giù sui lungarni direzione le Piagge. Quanta gente seduta sui muretti, a bere una birra, a fumare, a chiacchierare, da soli, in due (un lui con la sua lei), a gruppetti piccoli, a gruppi più numerosi. A cantare, ridere, essere lì. A guardare la strada, il suo traffico sonnacchioso e rado. O con le spalle alla strada, a guardare lo scorrere liscio e tranquillo del fiume, a cercare nel fiume, in quel fiume, il filo dei propri pensieri, della propria vita.
Altri ricordi questuano supplichevoli per un ingresso. Le mie mille passeggiate, le birre, le chiacchiere e le risate, gli amici, i sigari, gli sguardi di sbieco a mò di sfida, gli occhiolini alle ragazzette carine. I suoi baci, i miei baci a Lei, le carezze reciproche, le nostre mani intrecciate, le litigate, le sfuriate di gelosia, le sue lacrime, le nostre voci, le mie lacrime, le suppliche reciproche per cose diverse, i tentativi di pace.
Si dice che quando si muore, la vita ti scorre davanti agli occhi, come se fosse un film. Questo ritorno a Pisa, questo girovagare vagabondo per le sue strade, per i suoi lungarni, è stato un piccolo assaggio, un trailer del film che mi è stato dato da recensire.
Tutte le scene salienti, tutti i momenti topici, tutte le inquadrature significative, benché velate da una nebbia sottile come in una incipiente dissolvenza, c'erano. C'erano tutte.
Su questi muri, su queste strade e piazze, c'è tutta una vita, c'è tutta la mia vita.
18/07/2003
Undici anni.
Domani saranno undici anni. Domani saranno passati undici anni da quando uccisero Paolo Borsellino. Non voglio scrivere molto altro qui, ma ci tenevo a ricordarlo. Come piccolo gesto per ringraziarlo di quello che ha fatto per noi.
Lo specchio e l'olivo.
I tuoi occhi userò come specchi per guardarvi riflesso l'azzurro del mare lontano,
e come rami d'olivo ti presterò le mie braccia per fartici fare tutti i nidi che vuoi.
17/07/2003
straniInsetti.
E' passato da qui uno strano calabrone, che faceva "zzZZzzz zzZZzzz zzZZzzz..."
16/07/2003
Trasmissioni TV.
Da Repubblica: Tv, "L'uomo dei sogni" chiude causa ascolti troppo bassi.
...sono disposto a piangere per questo (ma esclusivamente dopo "adeguato" compenso)
La colpa (?) o il merito è di ranafatata, e del suo post di ieri.
Alla seconda lettura, si è acceso inaspettato un desiderio irrefrenabile di scrivere della mia (nostra) terra lontana. Ed il post è venuto alla luce, si è fatto da solo potrei dire. Certo io ho limato alcune ruvidità iniziali, ho smussato certi angoli troppi acuti, ma tutto sommato la cosa si è fatta motu proprio.
Se è una poesia non so dire (per me è tempo d'interrogativi, riesco a porre domande e a trovare poche o nessuna risposta). I ritorni a capo, però, sono in numero consistente.
La voce delle Sirene.
Riflessa nelle tue parole, ho sentito la voce della mia terra, il canto delle cicale estive, il chiacchiericcio fitto delle onde del suo mare.
Ho nostalgia dei racconti di mio nonno, del cantilenare dei suoi amici, del frastuono assordante dei radi temporali agostani.
E come alla voce delle sirene, melliflua ed invitante, non resisterò a questo incessante invito a tornare.
15/07/2003
Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo (ovvero perché bloggo).
Posto questa riflessione perché mi è stato chiesto di illustrare i motivi che mi spingono a bloggare. Dunque c'è almeno una persona interessata all'argomento, ed io non voglio lasciarla con la curiosità (noblesse oblige).
Breve(??) cronistoria. Alcuni anni fa durante una web-navigazione mi imbattei casualmente in un sito in cui la proprietaria aveva messo delle sue foto assieme a dei suoi pensieri, ed altre cose. L'idea mi piacque, e decisi anch'io che volevo una cosa simile (una home page sul web). Ma tra una cosa e l'altra, benchè lavori nel settore informatico (e non avrei dunque difficoltà tecniche eccessive a farmi un sito personale), la cosa non è mai partita veramente.
Un giorno leggo su una rivista di questi blog. Vado, m'informo e ne apro uno (questo che stai leggendo). Non è esattamente il tipo di sito che avevo inizialmente intenzione di farmi (e che prima o poi mi farò), ma non importa molto: senza programmare, ho un posto dove poter raccontare cose che mi vengono in mente, fatti che mi capitano ed altro. E diverso da ciò che pensavo, voglio sperimentare, e alla fine mi trovo coinvolto.
Perché. Domanda legittima. Domanda non facile. Bella domanda, dunque. Perchè bloggo? Già, perché? Di certo posso solo dire (come ho già detto altrove, come hanno già detto altri parlando di se stessi) che mi piace farlo. So benissimo che questa non è una ragione, una spiegazione, cioè non dice affatto, non spiega, non rivela la causa di un "fenomeno", del verificarsi di un evento. Però potrebbe essere uno spunto d'indagine. Mi piace bloggare e mi va di farlo. Ma perché mi va di farlo? Cosa c'è che me lo fa piacere? Bloggo per esprimere un me stesso che altrimenti non avrebbe un palcoscenico su cui recitare? Forse. Perchè nella vita faccio un lavoro che in realtà non è il "mio" lavoro? Può darsi. Perchè voglio ritagliarmi uno spazio che sia un'altro spazio? una nicchia aperta (agli sguardi altrui)? Probabilmente. E perché mi piace che sia aperta questa nicchia? Per guarire forse qualche dolore dell'anima, che altrimenti coverebbe sotto uno strato abbondante di cenere, non visibile ma comunque concreto? Per tamponare una ferita del passato, che a volte ritorna indietro come un conato di vomito, come un rigurgito? Forse. Perché cerco conferme che altrove non ho? Quasi sicuramente. Per conoscere nuove persone? Anche. Anche per quello, certo. Di certo, però, so solo che mi piace.
Conclusioni. Ho scritto questo post, per dare spiegazioni, per rispondere a dei perchè, per fornire motivazioni. Ma le spiegazioni che mi sono state chieste non le ho nemmeno per me, figuriamoci poi se posso darne a voi, a te. E quelle motivazioni e quelle risposte, mi farebbe comodo di averle, mi farebbe comodo conoscerle (per capire meglio, per capirmi meglio). Adesso sono più le domande che gli abbozzi di risposta, i dubbi delle certezze. Più in là forse ne saprò di più.
Credo che questo sia un lungo viaggio in barca a vela, che è appena iniziato: la meta è più avanti nel mare, al di là dell'orizzonte visibile. Forse non esiste nemmeno. Se voglio raggiungerla comunque, devo in qualche modo lasciare la riva...
pausa pranzo (...again).
Vado a mangiare al carrefour.
Salmone. In realtà in un ristorantino nei pressi, dove c'è il salmone lesso (mangiare un pò di pesce ogni tanto), ed i commessi sono scorbutici e un pò maleducati. Fa niente però, lì mi sbrigo e poi ci scappa il giro dentro al supermercato.
Reparto giornali. Affollatissimo. Un sacco di gente a leggere i quotidiani, ma nessuno che li compra. Affollatissimo. Da scrocconi si direbbe. Gazzarra indescrivibile di uomini nel reparto quotidiani sportivi, gazzarra di donne invece al reparto riviste di cucina.
Anguria. Un uomo (pakistano mi sembra) trasporta due buste pesantissime in una mano, ed un'anguria gigante con l'altro braccio. L'anguria non gli pesa affatto. Lui ha un bellissimo sorriso a trentadue denti. Forse pregusta già la festa imminente.
Cellulari. Solita confusione al reparto dei cellulari. Uno illustra con perizia somma, i vantaggi di quel modello che viene venduto assieme a quella tariffa in quell'altra promozione. L'amico guarda, ascolta e non favella un tubazzo. Non capisco se non gliene può fregare di meno, se subisce la cultura irrefrenabile dell'amico, o se semplicemente è l'assistente sociale che porta a spasso lo scemo di turno. Vorrei saltare addosso al telefonista folle, per renderlo inoffensivo tramite narcosi. Ma poi dovrei spiegare ai poliziotti le ragioni del mio gesto. E che gli dico? Rischio il processo e la galera? E se finisco su "Metro"? No, non è il caso. Mi allontano fischiettando, faccio finta di nulla e lascio l'assistente sociale (o l'amico) al suo destino.
Confusione. Una ragazza indossa una bellissima maglietta arancione. Sopra c'è disegnato un gran cuore bianco ed una scritta, che recita "Confusion is Sexy". Da queste parti c'è chi lo sa già.
14/07/2003
Un lancio di dadi (per vite sospese).
Sarà il periodo, non so...
mi pare però che 'sti bloggatori si trovino tutti in un'atmosfera sospesa, come in attesa di qualcosa (...o di qualcuno).
E gli altri, i non-bloggatori? Loro non attendono, maestri dell'azione ininterrotta e decisa, forse vivono già?
Non so... per guadare, per superare quest'impasse asfissiante, suggerirei un respiro profondo e via un lancio di dadi... sarà lui a decidere la direzione per noi (e non è detto che vada male).
La bandiera della pace, Emergency e la nouvelle-Economy.
La bandiera della pace sventola dal mio balcone, ormai da lungo tempo. Non è possibile che non sventoli anche dal mio blog. Dunque link apposito, e di controbalzo link anche ad Emergency.
Ovviamente ne approfitto e racconto questa storia vissuta in prima persona. Essendo una storia di new-economy apparentemente non c'entra nulla né con le bandiere della pace né con Emergency. Apparentemente.
Erano i tempi della corsa all'oro, della new economy appunto, di quando sembrava che bastasse mettere su internet un qualsiasi sito che vendesse una qualsiasi cosa (magari lo sterco di vacca essiccato), perché quell'attività fruttasse miliardi in poco tempo.
Il tempo passando, invece, fece giustizia di quell'euforia senza fondamento, facendo chiudere molte imprese, e tra queste anche quella dove un mio collega ed io stavamo lavorando come consulenti.
Un giorno furono ritornati nella loro sede tutta una serie di scatoloni contenenti i gadgets (passatemi il termine da direttore-marcheting) che l'azienda aveva fatto produrre. Magliette, felpe, zainetti, cappellini, altre cose ancora. Mi confessarono che l'amministratore delegato aveva stanziato 120 milioni delle vecchie lire da spendere per queste cose, 120 milioni per far produrre regali da dare a clienti e fornitori, o altrimenti detto 120 milioni di vecchie lire bruciati in cazzate inutili e improduttive.
Gli scatoloni furono messi nella stanza dell'amministratore delegato, e di tanto in tanto regalavano qualche maglietta a conoscenti e amici.
Ovviamente mai e poi mai avrebbero smaltito l'incredibile mole di gadgets che avevano. Dato che l'amministratore delegato si era volatilizzato già da lungo tempo (fantasticamente riciclatosi in una nuova avventura, come se nulla fosse), i dipendenti decisero loro il da farsi su quegli scatoloni: regalarono ad Emergency tutta la roba in qualche modo utile.
Ragazzi, per quel che può valere, per me siete stati proprio dei grandi.
11/07/2003
Cronaca di una serata annunciata (ovvero libro, birrozzo e "post" libero).
tomo 4to.
Photoblog ...insomma tra una patatina e l'altra, tra un pezzetto di focaccia e l'altra, tra una chiacchiera e l'altra, si parla pure di photoblog. Ecchesiccomeche l'argomento mi interessa alquanto, ecchesiccomeche =^.^= ne ha uno... a me non è parso vero di avere un'occasione così per chiedere, domandare, sfruculiare.
Quindi, con enorme faccia di bronzo, mi sono interfacciato a cat-view-point, con collegamento quasi dedicato, cercando di carpire più informazioni possibili (sia sui photoblog che sulle macchine fotografiche digitali).
Già da tempo avevo in testa l'idea della fotografia, già avevo fatto qualche esperimento, spendendo soldi e con pessimi risultati (mi sembra). Questa era una buona possibilità di saperne di più.
A questo punto si impongono assolutamente:
- corso di fotografia (per imparare le tecniche di base, almeno);
- acquisto di macchina fotografica digitale (per sperimentare senza svenarsi economicamente);
- apertura di photoblog (più in là comunque).
Amilcare il papero. Amilcare, il papero viveva nel canale "ragaSSi" di noto portale italiano. Un suo ritratto campeggiava orgogliosamente su una scrivania. Ogni volta che prendevo un falso-caffè, giù al quarto piano buttavo un occhio su quella scrivania, Amilcare c'era sempre. Un giorno E. mi manda un mail con allegato il ritratto di Amilcare.
Le sorti del portale non furono purtroppo né magnifiche né progressive. Di molti colleghi ho perso le tracce, non so dove sono finiti, che stanno facendo.
Amilcare il papero, ovvero com'è piccolo il mondo. Da zop vedo questa bella (se posso permettermi) ragazza, ed una strana sensazione di dejavù mi prende. Ma non riesco affatto a focalizzare, "l'ho vista, ma dove?".
Dialogo a due:
- anonima dejavù: "e tu che nick hai?"
- stranipensieri: "il mio nick è stranipensieri? il tuo?"
- anonima dejavù: "io non ho un blog, ma mi sa che me ne apro uno prima o poi. Che lavoro fai?"
- stranipensieri: "faccio il programmatore ad Assago, Milano Fiori"
- anonima dejavù: "ma dai, anch'io ho lavorato a Milanofiori"
- stranipensieri: "come si chiama la tua ditta?"
- anonima dejavù: "io ho lavorato per X..."
- stranipensieri: (è sorpreso, piacevolmente sorpreso) "anch'io ho lavorato per X. Ma allora tu sei la E. che mi ha spedito Amilcare, te lo ricordi Amilcare, il papero..."
- anonima dejavù, ovvero E.: "ah ecco, infatti entrando lo avevo detto a zop che il tuo era un volto noto, ma non sapeva chi fossi...."
(il volume si abbassa, la chiacchierata continua, ma le voci sfumate non si sentono quasi più...)
10/07/2003
una giornata di ferie (l'altro ieri).
... giù e su per milano, alla fine il mio amico parte.
Metro verde fino a Famagosta, auto (y10 verde campagna, come da mio primo post), autostrada, Pavia.
Sono a casa. TV accesa mentre preparo qualcosa da mangiare. Come al solito non c'è un tubazzo a quest'ora, a parte Quark.
Fa niente, ho solo voglia di sentire "rumore" di là in soggiorno, mentre mangio.
Piero Angela ad un certo punto introduce l'argomento successivo: "adesso parleremo di musica e precisamente di jazz...". Cosa? Cosa sentono le mie orecchie? Jazz. Sulla Rai. In prima serata. "...e per meglio illustrare l'argomento è qui con noi Enrico Rava.". COOOOSAAAAA? Enrico Rava in TV? Sulla Rai. In prima serata? Il braccio è fermo a mezz'aria, non riesco a portare la forchetta alla bocca, paralizzato come sono dall'inaspettatezza della cosa.
No, non può essere vero... in realtà sono caduto per le scale, svenendo... no no anzi, sono stanco e stressato e mi immagino le cose, oppure il panino alla bresaola di oggi a pranzo genera esperienze oniriche alla distanza e sto solo sognando...
Devo dirimere la questione.
Scatto immediatamente all'impiedi, abbattendo con la testa il mobiletto pensile sopra di me.
Incurante della dolorosissima ferita-lacero-contusa che non smette assolutamente di sanguinare, con stoico eroismo da padre della patria, in meno di un secondo sono in soggiorno, telecomando in mano, volume a palla...
Essì. Essì, è proprio lui. Niente da fare, lo riconosco, non ho le traveggole, c'è Enrico Rava in studio.
Due battute fra Piero Angela ed Enrico Rava, un scheda filmata, e via: "un si va mi'a a sona' quarcheccosa ppe i nostri spettatori. boia deh, la tromba c'è, il pianoforte pure, financo il contrabbasso ci s'ha noi. Suvvia, senza fa' i bischeri..." (e che contrabbasso... Enzo Pietropaoli... maiale deh, ehmm, scusate un rigurgito di ricordi pisani).
Allora, del contrabbasso abbiamo detto, alla tromba (ecchè lo dico a fare) Enrico Rava, mentre al pianoforte si siede Piero Angela (evvai stasera è il festival delle sorprese), il quale, per quel che mi riguarda, non se la cava affatto male...
E giù suonare quattro o cinque pezzi, goduria acerrima per le mie papille-auditive. 'na roba mai vista (in TV).
Poi tutti buoni buoni a sedere per dire altre due cazzate a giustificare un concertino così, e via con il nuovo argomento della puntata.
(mancavano "solo" Stefano Bollani e Roberto Gatto, e poi la serata sarebbe stata "da immortalare". Ma non sarà mica il canto del cigno della Rai?)
(per Adeletta: ti segnalo al volo che, lunedì 18 agosto, Stefano Bollani sarà a Forte dei Marmi per un concerto a solo; è vicino, vale la pena secondo me...)
09/07/2003
una giornata di ferie (in giro per milano).
... giù e su per milano, giù e su per l'autostrada, per il parcheggio (famagosta), per la metro (linea verde). Giorno di ferie che non avrei preso, se non fosse stato per il mio amico (si dice che si abbiano pochi amici veri quaggiù nel fottificio, come direbbe qualcuno, non so se vale per tutti, per me sicuramente, e lui è uno dei pochi).
Aveva un colloquio di lavoro e non abbiamo potuto fare granché, ma è stato bello parlare delle nostre cose, dei conoscenti comuni, è stato bello ritrovarsi dopo alcuni mesi che non ci si vedeva, anche se a questo modo, così, correndo giù e sù per Milano.
Mi ha fatto bene staccare la spina per un pò.
Stazione Centrale - Milano. Entrando da Piazza Amedeo d'Aosta, sulla sinistra c'è un bar con supermercato annesso (mi dicono i soliti bene informati che il supermercato è aperto 24 ore su 24). Il mio amico ha perso una coincidenza, ho il tempo di farmi un panino ed un caffè.
- Quello davanti: "due granite, per favore"
- Cassiere: "gusti?"
- Quello davanti: "menta.". Pausa breve. "Tutte e due..."
Accanto alla cassa, c'è una macchina. La copertura di plastica, lascia vedere delle pale rotanti, instancabili, che si rigirano in una massa biancastra, che erroneamente avevo pensato essere "granita al limone".
E' solo ghiaccio, null'altro che ghiaccio. Il cassiere riempie due bicchieri di ghiaccio-granita, e li mette sotto due flaconi di plastica, tipo quelli da ricarica di sapone liquido.
- stranipensieri (fra me e me, non ho ancora capito che è ghiaccio): ("ma che cazzo stai facendo, gli metti il sapone liquido nella granita? eppoi, non erano di menta le granite?".)
Vorrei saltare di là dal banco, lanciando un urlo, azzuffarmi con il cassiere-barista: "Lascia stare le granite, non ci versare dentro il sapone..."
Il cassiere dà due colpetti rapidi all'erogatore, un liquido verdastro (sembra detersivo per piatti sia per colore che consistenza) cola nel ghiaccio-granita, c'infila dentro il cucchiaino, mescola velocemente. Ripete ancora. Eccolo là, fatte due belle false-granite alla menta. Avanti il prossimo.
(E' così che va il mondo? Nello stesso bar, il caffè (illy) invece raggiunge l'eccellenza. La granita-spazzatura accanto ad una perla di caffè. E' così la vita? E' così che va il mondo?)
Stazione Centrale - Milano. Il mio amico sta partendo. Il treno non si è nemmeno mosso di un mm, che già annunciano 20 minuti di ritardo. Poi dopo appena 10, si parte.
Un treno in anticipo sul ritardo previsto non l'avevo ancora veduto.
Cronaca di una serata annunciata (ovvero libro, birrozzo e "post" libero).
tomo 3zo.
Come dicevo l'altro ieri... .mau. ed altri, forniti di potentissimi mezzi, scattano delle foto per immortalare i presenti nelle pose più disparate e compromettenti... c'è solo da sperare che non siano esosi quando porranno in essere la fase operativa del ricatto ;-))
(io comunque sto abbastanza tranquillo, essendosi che mi-sono-sputtanato dignità-residua-ed-onore da lungo tempo).
Se la memoria sotto i colpi sferzanti della vecchiaia incipiente non mi molla proprio adesso, io tenterei la lista dei presenti.
In ordine sparso, mi sovviene di:
- massimo di 101smi
- auro, che tenta le ferie e pure la fuga
- la simpaticissima view point of a cat
- ranafatata
- patch
- giulio di zu
- io (ovviamente)
- il fotografante .mau.
- zop (altrettanto ovviamente)
- vari amici di zop (bloggatori o non-bloggatori, non mi è dato sapere)
- analize
- frammento
- zittialcinema o suo cugino estatevizitti (non ho capito bene chi dei due, ma del resto fonti bene informate mi assicurano che si rassomigliano come due gocce d'acqua).
Peccato. Zop mi aveva presentato zittialcinema, o suo cugino estatevizitti (non ho capito bene chi dei due, ma del resto fonti bene informate mi assicurano che si rassomigliano come due gocce d'acqua), con il suo vero nome che io, essendo giovane frequentatore del blogo-mondo, non avevo assolutamente associato al blog corrispondent.
Questo è stato per me un vero peccato, perchè i suddetti blog, trattano spesso e volentieri, e magari anche di più, di cinema (che amo) e di jazz (che amo), per cui sono tra quelli che leggo con più assiduità e piacere.
Solo dopo, quando ormai se n'era andato, ho fatto l'associazione bloggatore-blog: porcabuttana, avrei potuto chiedergli un'autografo o una foto assieme ;-))
Vabbé sarà per la prossima volta.
(il resto ve lo racconto domani.)
07/07/2003
Annuncio di servizio
Che siccome che domani sono in ferie per un giorno (un "tentativo di ferie" sarebbe da dire), posto oggi la puntata che sarebbe dovuta andare in onda domani.
Per reclami e proteste, lasciate pure un messaggio nell'apposita casella: le risposte però al giorno dopo...
Cronaca di una serata annunciata (ovvero libro, birrozzo e "post" libero)
tomo 2do
Come dicevo stamani... e invece niente di tutto questo, né sala affittata, nè scomodissime poltrone, nè pedana sulla quale il professor Zop passeggia avanti e indietro illuminando gli astanti.
Semplicemente un gruppo simpatico di ragazzi (e ragazze) che si è riunito attorno ad un gioco-letterario-collettivo ed al libro che ne è seguito.
Nessuna conferenza dunque, nessuna formalità, tutto il tolc-blog-sciò è avvenuto in un clima molto rilassato e cordiale, più simile ad una rimpatriata di compagni di scuola che ad un evento ufficiale, come si è potuto anche evincere (miih come parlo raffinato, sarà il pollo alle mandorle del cinese che ho mangiato ierisera) dai post fatti da Zop via via durante la serata.
Dunque io faccio una fatica da matti a trovare l'internet point a causa della bacatissima mappa di virgilio che avevo con me, bacatissima perché questa riportava una parte, e non tutti, i nomi delle vie della zona, per cui ho difficoltà ad orientarmi (inconvenienti che capitano a chi non è di milano) e a ritrovare il posto.
Comunque rifacendomi al motto chi la dura la vince, riesco a venirne a capo e sudate le fatidiche sette camicie, anch'io come il buon Archimede posso urlare "Eureka", ho trovato, ci sono, ecco qui "l'antro di Zop", finalmente.
Il padrone di casa, anzi di antro, intanto si divideva tra l'accoglienza ai blogger partecipanti ed il PC, da cui rispondeva alle domande che gli venivano fatte dalla rete.
Io mi presento con il mio vero nome (volevo mantenere una sorta di anonimato, almeno all'inizio), ma qualcuno mi associa ad un'altro bloggatore in realtà assente, per cui mi tocca rettificare (e uno...)
Nell'internet point, ovviamente, ci sono pc a gògò, che gentilmente Zop ci ha messo a disposizione; decido di farmi una sana navigata sul mio blog, di rispondere ad Adeletta ("che qualcuno con un misto di affetto e sfottò chiama filosofetta-adeletta"), di postare commenti "rigorosamente banali" sui blog degli altri (insana abitudine, ahimé), quando mi imbatto in uno di Zop che aveva postato la lista di persone fino ad allora presenti; di me dice " e c'è un tale X, che non ha voluto svelare quale sia il suo nome di blog"... azzarola onde evitare di essere nuovamente associato al bloggatore assente (già c'è abbastanza confusione nel blogomondo) mi tocca fare un post di rettifica: "io sono io, ma non l'altro che già conoscete..." (e due...)
Cmq la cosa è proficua linkamente parlando, perché in modo del tutto casuale ci ho ricavato un bel link su un altro blog (ps: tranquillo, la storia delle porticine girevoli nelle stazioni metro mi ha fatto troppo divertire (soprattutto il paragone delle nuove, alle barre di avorio impoverito), presto arriverà link-di-contraccambio).
La serata va avanti così, tra post di Zop e degli altri, tra smangiucchiamenti di patatine e pezzetti di pizza e focaccia, tra sbevazzate di cola e di birra e chiacchiere sul libro.
.mau. ed altri nel frattempo... quello che fanno .mau. ed altri ve lo racconto domani!
Cronaca di una serata annunciata (ovvero libro, birrozzo e "post" libero)
tomo 1o
Essì bloggo che non sono nemmeno venti giorni, e già mi sono infilato ad una "presentazione" di un blog-libro.
Retroscena: Zop ha proposto in rete un gioco letterario-collettivo che ha riscosso un certo successo nel blogo-mondo (bisognava riscrivere un incipit... bla bla bla... che lui aveva tratto da... bla bla bla... del "poco noto ma geniale"... bla bla bla...).
I per così dire "risultati" del gioco, con tanto di riflessioni ed analisi dell'autore, sono stati raccolti in un libro non elettronico ma vero, di carta, di quelli che puoi sfogliare, toccare, annusare nel mezzo per vedere che odore ha la carta nuova (odore che personalmente mi fa impazzire... lo so questo non c'entra un tubazzo con tutto il resto, ma è stato più forte di me e lo volevo proprio dire), oppure da utilizzare come zeppa ;-)) se ti balla il tavolo o il divano ikea.
A mio modesto avviso cmq l'uso migliore del libro di Zop è (ma vaa che coincidenza) leggerlo; io personalmente ci ho trovato degli spunti di riflessione molto interessanti a cui probabilmente non avrei mai pensato, a causa del mio percorso "formativo e culturale" che è prettamente tecnico.
Ad ogni modo Zop annuncia sul suo blog che farà una presentazione del libro che è venuto fuori dal suo esperimento: non posso mancare!
Quindi giovedì scorso vado e mi tuffo nell'internet point di Milano scelto come sede dell'evento.
Dovessi raccontare quello che è successo (come sto infatti facendo), non potrei non iniziare da quello che mi aspettavo.
Io mi immaginavo la seguente situazione: Zop conosce o è entrato in qualche modo in contatto con 'sti tipi dell'internet point dove ci dobbiamo radunare, ottiene in prestito o in affitto una sala, dove lui si prenderà la briga di presentare il libro; Zop su una pedana stile prof universitario (eh eh professor Zop) e noi discenti dall'altra parte della barricata seduti ad ascoltarlo...
insomma mi aspettavo un qualcosa stile conferenza vera e propria, moderata da qualcuno, con domande, risposte...
Non so dire come sono arrivato a nutrire questo genere di attese, sarà stato per qualcosa che era scritto sul blog-zop o che zop mi aveva detto per mail, e che io ho interpretato non correttamente, non so proprio spiegare, ma fatto stà che la serata me la figuravo così.
E invece niente di tutto questo...
(il resto ve lo racconto domani)
03/07/2003
Le regole del gioco.
Voi che bloggate da più tempo di me, sapete dirmi: ma è obbligatorio bloggare ogni santo giorno, anche se non si ha voglia?
;-))
02/07/2003
Pausa pranzo
Oggi pausa pranzo al ristorante Eden, Milano Fiori - Assago.
I proprietari sono due ragazzi, lei di Lecce, sta sempre alla cassa, lui serve al banco, insieme agli altri ragazzi (e trovo la cosa molto democratica, direi).
Tutto sommato la cucina è buona, il menù è vario, le porzioni sono abbondanti (da fare attenzione però, si rischiano grosse penniche all'ufficio poi).
Eppoi loro sono sempre cortesi, e non smettono di sorridere mai, ti danno chiacchiera: due parole ed un pò di sorrisi (almeno) durante la pausa pranzo, non fanno mai male.
Insomma da loro mi ci trovo bene.
Oggi si è seduto di fronte a me, alcuni tavoli più avanti, un ragazzo che avevo già notato, perché è sempre in compagnia di due o tre belle ragazze.
Non sono sempre le stesse, ma sono sempre almeno due o tre.
Oggi invece era in compagnia di una sola ragazza, due file più avanti, lui e lei seduti l'uno di fronte all'altro.
Ad un certo punto lui ha carezzato la guancia di lei e si sono presi le mani.
Anche in un ristorante da pasto veloce c'è spazio per l'affetto.
(un bel modo di nutrire anche il cuore)
01/07/2003
Questione di stile (parte 2a).
Per me lo stile fu di nuovo.
Per me lo stile fu “telegrafico”.
Purtroppo però lo stile morì prima di vedere la luce (per duplicazione di idea).
Ad ogni modo eccolo qui:
Stile comunicazione telegrafica.
telegramma 1
Arrivato mercoledì pomeriggio. Stop.
Grande traffico sulla rete. Stop.
Mio contatto assente. Stop.
Mi guardo intorno. Stop.
telegramma 2
Trovato blog. Link interessanti. Stop.
Template azzurro. Confuso. Stop.
Blogger forse giovane. Stop.
Notato post con commento banale. Stop.
Risposta blogger molto alterata. Stop.
telegramma 3
Mio contatto ancora assente. Stop.
Sono su nuovo sito. Stop.
Tratta cantautore italiano. Stop.
Ritrovo blogger di prima. Stop.
Invita web master a ristrutturazioni sito. Stop.
Sono perplesso. Stop.
